Il Ghosting nell’era delle relazioni “liquide”

Il Ghosting nell’era delle relazioni “liquide”

La pratica di sparire senza spiegazioni, comunemente definito “ghosting”, è ormai un gesto diffuso, tanto nelle relazioni digitali quanto in quelle “reali”. Un fenomeno globale che ci costringe a riflettere sulla responsabilità emotiva nelle relazioni, sull’incapacità del dialogo, del confronto, del mettersi veramente in gioco e in discussione. Perché dietro ogni silenzio improvviso non c’è solo la fine di una storia: c’è un segnale dei tempi in cui viviamo

di Vanessa Fieschi

 

Si chiama Marta. Trentenne, architetta. Un giorno incontra Andrea, un ragazzo conosciuto su una app di dating. Si scrivono ogni giorno, si vedono nel weekend, cucinano insieme, dormono insieme. Parlano di futuro, di viaggi, di lavoro. Poi, un lunedì mattina, lui semplicemente… sparisce. Nessun messaggio, nessuna chiamata, nessuna spiegazione. Il telefono resta muto. All’inizio, Marta pensa: “Forse è successo qualcosa”. Poi passa una settimana, poi due, poi tre. Lo vede taggato nelle storie degli amici, sta bene. Il suo mondo interiore si riempie di domande senza risposta. “Ho detto qualcosa di sbagliato?”. “Forse non ero abbastanza?” Ogni sera guarda il telefono sperando di vedere una notifica. Ma non succede. E quel silenzio diventa un rumore assordante. Questa storia è oggi una delle più comuni storie d’amore contemporanee. E ha un nome: ghosting.

Cos’è il ghosting

Il termine, è evidente, viene dall’inglese ghost, fantasma. Si riferisce a quando una persona, all’interno di una relazione – affettiva, sentimentale, o anche lavorativa – interrompe ogni contatto senza spiegazione, scomparendo appunto come un fantasma. Negli ultimi dieci anni, con la crescita delle app di dating e della comunicazione digitale, il ghosting è diventato un fenomeno globale. Ma il ghosting non è solo un comportamento maleducato o codardo. È un atto psicologico complesso, che parla di paure più profonde: la paura della vicinanza, la paura del rifiuto, la paura di fare male o di essere feriti. Paure che sfociano in quella che è una vera e propria forma di violenza passivo-aggressiva. Violenza bianca, senza urla, senza gesti, fatta di gelo, esclusione e mancanza di risposte.

Perché qualcuno ghosta

Dietro il ghosting non c’è soltanto mancanza di rispetto e superficialità. C’è un movimento interno che nasce molto prima del momento in cui la relazione si interrompe. Chi ghosta è quasi sempre qualcuno che ha imparato, nel corso della vita, a temere la vicinanza emotiva. La psicologia dell’attaccamento lo spiega bene: quando da bambini si cresce con figure affettive incoerenti – troppo distanti, troppo critiche, o presenti a intermittenza – il sistema emotivo diventa ipersensibile. L’intimità non viene vissuta come un luogo di sicurezza, ma come un territorio instabile, in cui si rischia di…

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