
MAV, un faro di speranza nel Mediterraneo
MAV (Mediterranean Association of Volunteers) è un’organizzazione di volontariato sorta nel 2025 che si impegna a offrire supporto concreto e umano a chi fugge da guerre, carestie e persecuzioni, operando attivamente in Italia, nei Balcani e sull’isola di Chios. Il cuore della loro missione è trasformare l’immagine di un’Europa protetta da steccati e fili spinati in un luogo di accoglienza dignitosa, con l’obiettivo – spiega la presidente Alba Rullo – che «ogni bambino possa salire così in alto sull’altalena da non vedere più i recinti in cui è rinchiuso». Dossier Sicurezza l’ha incontrata
di Michele Turazza
Dott.ssa Rullo, quando nasce MAV e da chi è composta?
MAV viene di fatto costituita il 10 agosto 2025, ma già da qualche anno era nella mente di ognuno di noi (attuali soci fondatori) di costituire una “nostra” associazione, anche perché negli anni precedenti, sotto altre realtà o come liberi cittadini, avevamo già svolto diverse missioni sia in Grecia, sia al campo profughi di Vial sull’isola di Chios, sia in Bosnia sulla rotta balcanica. Dopo lunghe esperienze singole, alcune durate anche otto anni, abbiamo deciso di riunirci in questa splendida realtà. È stata una scelta necessaria, per essere strutturati e dare un contributo maggiore, ma senza mai perdere l’impronta originaria, quindi nessuna sede (e relativi costi) e nessun dipendente. Con questa logica, proviamo a rendere ogni euro donato, un euro di aiuto effettivo e ciò ci rende molto orgogliosi. Attualmente, oltre ai sette membri che compongono il direttivo, le estrazioni e le provenienze più diverse, contiamo su una rete numerosa di sostenitori.
Quali sono gli obiettivi dell’Associazione?
Gli obiettivi principali sono, attraverso interventi concreti, offrire supporto a chi è costretto a fuggire da guerre, carestie o persecuzioni, con un’attenzione particolare a chi si trova ai confini dell’Europa, spesso privo di tutto. Inoltre, prendersi cura delle persone in condizione di fragilità emotiva, fisica e che, per svariati motivi, sono state costrette ad abbandonare la propria terra d’origine; sostenere famiglie fragili, sul territorio nazionale, italiane e non, preparando pasti caldi e sopperendo ad esigenze di qualsiasi tipo; offrire supporto psicologico e formativo ai minori non accompagnati ed accolti nella struttura “Metadrasi” a Chios, in Grecia. Tutto senza mai guardare passaporti, religione e altri fattori: vogliamo un’Europa più aperta e umana.
Dove siete operativi?
Siamo operativi sul territorio nazionale, sulla rotta balcanica ed in Grecia. Per ora è solo l’inizio, non ci precludiamo di allargare il nostro raggio di azione, ci orientiamo più che altro su quegli scenari dove…
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