Clima, dieci anni che “parlano”

Clima, dieci anni che “parlano”

Il riscaldamento globale ha avuto una significativa accelerazione a partire dal 2015. Il timore è che il limite “minimo” dei 1,5° C posto dagli Accordi di Parigi per il 2030 sarà ampiamente superato. In Italia spendiamo troppo poco nelle misure di contrasto al cambiamento climatico e sempre più in “sussidi ambientali dannosi”. Sul fronte mediatico invece si parla sempre meno di clima

di Mattia Picchi

«Un riscaldamento più rapido non è inaspettato per i modelli climatici, ma è motivo di preoccupazione e dimostra quanto siano stati insufficienti gli sforzi compiuti finora nell’ambito dell’Accordo di Parigi sul clima per rallentare e infine arrestare il riscaldamento globale». Questo è quanto riporta nell’introduzione il recente studio “Global Warming Has Accelerated Significantly”, condotto dallo statistico statunitense Grant Foster e dall’oceanografo tedesco Stefan Rahmstorf, pubblicato su Geophysical Research Letters nei primi di marzo.

La ricerca, basata sui dati di misurazione elaborati da NASA, NOAA, HadCRUT, Berkeley Earth e ERA5, ha evidenziato come nell’ultimo decennio vi sia stata una «forte e statisticamente significativa accelerazione del riscaldamento globale». Seppur tale accelerazione abbia cominciato a palesarsi a partire dagli anni Settanta (+0.2° C per decennio), è ormai indubbio che dal 2015 la temperatura del nostro pianeta sia aumentata assai più rapidamente (+0.35° C).

«Dopo aver corretto gli effetti di El Niño e del massimo solare – spiegano gli autori della ricerca – il 2023 e il 2024, anni eccezionalmente caldi, diventano leggermente più freddi, ma rimangono i due anni più caldi dall’inizio delle registrazioni strumentali. In tutti i dataset, l’accelerazione inizia a diventare evidente nel 2013 o nel 2014».

Trattasi di uno studio puramente statistico, che non si sofferma sulle cause (seppur evidenti) che sicuramente contribuiscono all’aumento del riscaldamento globale; tuttavia i dati parlano chiaro: se l’andamento delle temperature dovesse confermare il trend dell’ultima decade, concludono Foster e Rahmsford, «si verificherebbe prima del 2030 un superamento a lungo termine del limite di 1,5° C previsto dall’Accordo di Parigi. La velocità con cui la Terra continuerà a riscaldarsi dipenderà in ultima analisi dalla rapidità con cui ridurremo a zero le emissioni globali di CO2 derivanti dai combustibili fossili».

Clima e risorse

Altrettanto evidente l’atteggiamento del nostro Paese (non solo dell’ultimo governo) rispetto a un tema di vitale importanza come quello del clima. Un recente studio condotto dalla fondazione ECCO, think tank italiano indipendente dedicato alla transizione energetica e al cambiamento climatico, ha evidenziato come buona parte delle risorse Ue destinate al contrasto del climate change non siano state adeguatamente pianificate e…

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