PNRR, l’abbandono del Mezzogiorno

PNRR, l’abbandono del Mezzogiorno

Il 31 agosto 2026 scadranno i fondi del PNRR, termine ultimo per completare investimenti e obiettivi del piano. Ma cosa succederà dopo? A risentirne maggiormente potrebbe essere l’area ZES (Zona Economica Speciale), ossia il Meridione: con la scadenza del PNRR e il “definanziamento o ridimensionamento” della ZES, il rischio è quello di ampliare ulteriormente il divario economico tra Nord e Sud

di Riccardo Sacchi

Roma, 23 dicembre 2024 – «Con questo governo il Sud è diventato la locomotiva d’Italia» rivendicava la premier Giorgia Meloni nel corso di un incontro a Palazzo Chigi per il primo bilancio sui risultati raggiunti dalla ZES Unica del Mezzogiorno; aggiungendo «con questo governo è tornato l’orgoglio al Sud». Un risultato ambizioso che, dalle parole della Premier, contribuisce alla narrazione di un’economia nazionale in ottima salute. Quello che Meloni dipinge è una motrice Italiana marcata Meridione che, alimentata grazie allo strumento economico della Zona Economica Speciale, sfreccia verso i mercati europei, trascinandosi dietro i vagoni con i colori delle altre Regioni.

La Premier dimentica però che i binari su cui corre la locomotiva sono quelli del PNRR; in questa metafora politica, la “fabbrica ferroviaria europea”. Fino ad ora l’Europa ha contribuito significativamente ad implementare questa fantomatica linea ferroviaria posizionando rotaia dopo rotaia (o euro dopo euro) il percorso che la motrice italiana percorre. Ma cosa succede se la fabbrica ferroviaria europea ad un certo punto smette di prolungare il binario di corsa? La locomotiva italiana deraglia e il “carburante” ZES è inutilizzabile. La linea di fine del binario è ormai in vista (31 agosto 2026) e ad ora l’Italia non ha ancora istallato un paraurti sul binario “tronco”.

PNRR e l’area ZES Unica, una sinergia necessaria per colmare il divario Nord-Sud

L’area delle Zone Economiche Speciali comprende otto regioni del Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. A partire dal 1° gennaio 2024 il Governo ha riformato il sistema delle ZES attraverso il DL 19 settembre 2023 n.124, convertito nella legge 162/2023, noto come “Decreto Sud”. Con la norma, viene superato il modello delle singole ZES regionali introducendo la ZES Unica per il Mezzogiorno: un’unica grande area economica che accorpa i precedenti perimetri amministrativi e che estende alcune misure anche a porzioni di Marche e Umbria. L’obiettivo della riforma è quello di semplificare la governance e rendere più efficace l’attrazione di investimenti produttivi. In questa vasta area geografica le imprese…

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