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Del seguente articolo:

Gennaio-Febbraio/2010 -
La Cri per i bambini di Haiti
Sono arrivati con le loro mamme i bimbi di Haiti bisognosi di cure specialistiche: ricoverati dalla Cri
Paola Gregory

All'aeroporto di Pratica di Mare è arrivato il volo proveniente da Port-au-Prince che ha portato in Italia un nutrito gruppo di haitiani (complessivamente 142 persone) 88 delle quali sono bambini. Fra questi ultimi, 35 sono i piccoli che soffrono di patologie neurologiche, ortopediche, immunodeficienze. Non trovando spazio negli ospedali haitiani riempiti dai feriti causati dal terremoto, questi bambini saranno ospitati dalla Croce Rossa e avranno in Italia assistenza e cure mediche adeguate.
L'aereo, un boeing 767 dell' Aeronautica Militare sul quale ha viaggiato anche il commissario straordinario della Cri Francesco Rocca, è stato messo a disposizione dal ministero della Difesa. Ad accogliere i terremotati il ministro Ignazio La Russa.
L'operazione umanitaria, promossa dalla Croce Rossa Italiana e realizzata grazie alla collaborazione con Ministero della Difesa, Ministero dell'Interno e Protezione civile, ha portato complessivamente in Italia una trentina di nuclei familiari.


Apparivano molto stanchi i bambini che scendevano dall’aereo, ma anche abbastanza sereni, non spaventati anche se si trovavano tra le braccia di chi non avevano mai visto: accanto a loro, infatti, a seguirli c’erano le loro mamme, i fratellini e le sorelline. Sì c’erano le mamme, perché è importante ricordare che la straordinarietà di questo intervento umanitario è anche nel dare assistenza medica ai bambini, lontano dalla loro terra, ma senza sottrarli agli affetti naturali.
Dopo la tragedia del 12 gennaio scorso, la comunità internazionale si è mobilitata per cercare piani di intervento in sostegno dei minori. Il nostro Paese ha immediatamente proposto soluzioni che potessero essere alternative agli affidamenti internazionali di massa o alle cosiddette ‘deportazioni legalizzate’ che avrebbero sradicato i bambini per sempre dalla loro terra. I bimbi di Haiti che sono arrivati in Italia riceveranno invece le cure di cui hanno bisogno fino a quando sarà necessario, godranno dell’amore e dell’affetto di tutti gli amici italiani che incontreranno ma, una volta guariti, e quando le condizioni di sicurezza lo permetteranno, potranno tornare realmente ad Haiti dove troveranno nuove abitazioni, che in questi mesi la Croce rossa realizzerà per queste famiglie. Nella lista dei bambini accolti in Italia, preparata dalla Croce Rossa di Haiti insieme al team leader italiano Leonardo Carmenati, ci sono anche 16 nuclei familiari che con il terremoto hanno perso tutto e che vivevono situazioni drammatiche di povertà.
Arrivati all'aeroporto di Pratica di Mare, i bambini sono stati sottoposti a visite mediche e hanno ricevuto un permesso di soggiorno per motivi umanitari della durata di sei mesi. Dopo una prima accoglienza in alcune strutture romane, hanno poi raggiunto le destinazioni preposte per l'assistenza medica e l'accoglienza.
A Padova sono stati accolti due piccoli di 5 e 10 anni, bisognosi di cure urgenti, che saranno sostenute economicamente dalla Regione Veneto. Con loro, le mamme e un fratellino di uno degli ammalati. Questo ponte di solidarietà vede impegnate accanto a tutte le componenti del Comitato Provinciale CRI di Padova, il Comune, l' Azienda ospedaliera e la Regione Veneto.
A Trento vi sono altri dieci bambini e ragazzi haitiani malati, assieme ad un paio di mamme sono ospiti della struttura Villa Sant' Ignazio, un intervento coordinato dalla Croce Rossa del Triveneto e dall'Assessorato alla solidarietà internazionale della Provincia autonoma di Trento.
A Biella sono stati pure ospitati mamme e bambini e alloggiati presso la Sede del Comitato Provinciale CRI del capoluogo. Anche in questa città prosegue la preziosa opera svolta dai volontari dei Comitati sia di Biella che di Ivrea e di altri numerosi Comitati della provincia di Vercelli e Torino, a favore dei bimbi e mamme ospitati presso il Comitato Provinciale.
"Parlare con loro è come fare un viaggio nel dolore di chi ha perso tutto: figli, mariti, casa e lavoro" scrive la corrispondente de La Stampa in un articolo pubblicato domenica 21 febbraio. Quando sono arrivate le scosse - racconta alla giornalista Marie Emelide Remy Joseph, che a Port au Prince aveva un negozio di scarpe - insieme a mio marito eravamo a tavola. I bambini stavano studiando e la mia primogenita di 20 anni era a scuola. La terra ha tremato più volte e siamo usciti in tempo dall´abitazione, prima che crollasse. Mia figlia invece è rimasta sepolta sotto le macerie con altre compagne di classe. Mio marito è rimasto sull´isola e di notte si rifugia tra i cartoni e vorrei che mi raggiungesse, in Italia dove sono arrivata con gli altri figli. Sopravvivere, per lei come per gli altri è stato difficile. Mancava tutto e le strade erano piene di cadaveri.
Nicole Charlesjuste, contabile, è arrivata sola a Biella con due figli: il marito, insegnante all´Università di lingue straniere e teologia, è morto tra le macerie della facoltà. La casa è inagibile. Laggiù ho ancora dei parenti, ma non so cosa farò.
Una nuova vedova anche Fania Lahens, che vendeva hot-dog lungo le strade di Port au Prince. Non voglio più tornare ad Haiti. Mio marito è morto e sono rimasta sola con una bimba di tre anni. Di aiuti, nel mio quartiere, non ne ho mai visti. Solo la Croce Rossa ci ha dato una mano e ci ha portato in Italia
A?Latina il Comitato provinciale CRI ospiterà un gruppo di 19 bambini con le madri provenienti dalle città sconvolte. Sono nove nuclei familiari per un totale di 28 persone. La più piccola è Ylisha di 22 mesi, mentre la più grande è Cadette Wentcherlson, quasi diciottenne. Per il momento sono stati alloggiati presso il Green Line di Cisterna, struttura in cui avranno la possibilità di autogestione specialmente per la preparazione dei pasti. La loro permanenza a Latina è prevista per circa 6 mesi, al termine dei quali torneranno nelle loro città d'origine in base a un programma di «rientro assistito» garantito dalla Croce Rossa.
In particolare, i nuclei presi in carico da Latina non necessitano di cure mediche e ospedaliere specifiche, ma si tratta di famiglie che con il terremoto hanno perso tutti i loro beni. Il Commissario provinciale Cri di Latina Giancarlo Rufo ha espresso il suo ringraziamento a Francesco Rocca e ai vertici nazionali della Cri per la fiducia che hanno riposto nella città chiedendoci in tempi rapidi di ospitare le famiglie haitiane. La risposta pontina non si è fatta attendere - ha continuato Rufo - e grazie alla sensibilità di molte persone siamo riusciti ad attivare un'organizzazione tale da ricevere questi bambini con le loro mamme: l'Amministrazione provinciale, con l'assessore alle Politiche sociali Fabio Bianchi, ha assicurato un sostegno finanziario, il Green Line ha offerto l'ospitalità, la Ditta Ronci ha fornito un autobus per andare a prenderli a Roma, la Caritas di Cisterna ha offerto il pranzo al loro arrivo. Noi, da parte nostra, abbiamo messo in campo i Giovani di Croce rossa per l'animazione, un apposito servizio socio-assistenziale, grazie ai volontari delle diverse componenti per seguirli in questi mesi: la Direzione sanitaria provinciale Cri avvierà un percorso specifico per la parte di sua competenza. Tuttavia, il Commissario Rufo ha lanciato un appello a coloro che sanno parlare il francese o il creolo per rendersi disponibili con noi come interpreti.


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