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Del seguente articolo:

Gennaio-Febbraio/2008 -
La "CRI Caravaggio" per il diritto internazionale umanitario
Eleonora Fedeli

"La guerra sospesa: le crisi internazionali e la presa di ostaggi" è stato l'interessante tema promosso nella X giornata di studio sul Diritto Internazionale Umanitario dalla CRI sez. Caravaggio. Il dibattito è stato organizzato Comitato locale della Croce Rossa Italiana con il patrocinio della Regione Lombardia, della Provincia di Bergamo, del Comune di Caravaggio e sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. I lavori, che si sono svolti presso il Centro Congressi del Verri Hotel di Caravaggio, in provincia di Bergamo, sono iniziati con il saluto delle autorità intervenute, fra queste il presidente provinciale della CRI Fernando Spada, quello della sede locale Gianfranco Donati ed il Delegato Tecnico Provinciale DIU (Diritto Internazionale Umanitario) Marcello Moro. Hanno popi preso la parola i vari relatori di fronte a un pubblico molto numeroso..
Il professor Lauso Zagato, del Dipartimento scienze giuridiche dell'Università Cà Foscari di Venezia, ha parlato della "Eccezione per motivi di emergenza nel Diritto Internazionale dei Diritti Umani"; il professor Paolo De Stefani, del Centro Interdipartimentale di Ricerca e Servizi della Persona e dei Popoli dell'Università di Padova, ha fatto una relazione su "I gradi di esigibilità dei Diritti Umani internazionalmente riconosciuti"; la professoressa Talitha Vassalli di Dachenhausen, Direttore del Dipartimento di Scienze Internazionalistiche e di Studi sul Sistema Politico ed Istituzionale Europeo dell'Università Federico II di Napoli, ha spiegato "l'applicazione del Diritto Umanitario nella crisi Irachena".
La seconda parte del convegno, si è concentrata invece su temi più specifici. Il Professor Riccardo Redaelli, Docente di Storia delle Civiltà e di Geopolitica presso la Facoltà di Scienze Linguistiche e Letterature Straniere dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha esposto una ricerca su "l'Atto di forza dei pasdaran", la nota vicenda nella quale alcuni militari della Royal Navy sono stati sequestrati da armati iraniani durante un pattugliamento nell'area del Golfo. Ha chiuso la mattinata la professoressa Gabriella Venturini, del Dipartimento Studi Internazionali dell'Università degli Studi di Milano, con una relazione su "Il crimine della presa di ostaggi nel diritto internazionale, con particolare riferimento al sequestro di agenti diplomatici", anche in questo caso molto legata alla situazione in Iraq. Nel pomeriggio, l'intervento di Maurizio Scelli, già Commissario Straordinario della CRI, che ha messo in evidenza il ruolo della Croce Rossa nella liberazione degli ostaggi italiani in Iraq."Tra Afghanistan e Iraq, sul fronte delle trattative per la liberazione degli ostaggi, ci sono profonde differenze - ha detto Scelli che portò a termine la liberazione, tra gli altri, delle due Simone - noi vivevamo di tam tam, di brandelli di notizie. I talebani, invece, avevano i loro portavoce. Sulle vicende che abbiamo vissuto al tempo della missione della CRI in Iraq - continua Scelli - si sono dette molte cose, ma i risultati ottenuti ci hanno dato ragione. La realtà è data dalle vittime della guerra, dai bambini bruciati che arrivavano 40-50 al giorno e sono stati almeno 300.000 gli assistiti all'ospedale di Baghdad. In quella situazione più che mai è stato chiaro il senso dei sette principi alla base del Movimento Internazionale della Croce Rossa".
Una valutazione complessiva del convegno è stata espressa da Fernando Spada, Presidente Provinciale della Croce Rossa Italiana. "Sono ormai dieci anni che organizziamo queste giornate di studio - ha detto - e abbiamo riscontrato un'attenzione sempre crescente. Quando siamo partiti, nessuno credeva potessero funzionare convegni del genere, perché trattavano argomenti molto complessi e considerati "di nicchia". Abbiamo notato, però, che gli avvenimenti verificatisi negli ultimi tempi, parlo di eventi bellici, ma anche di disastri naturali, hanno stimolato un interesse sempre maggiore nell'opinione pubblica. Non solo, molte delle strutture che interpellavamo prima, oggi sono decisamente più sensibili alle nostre richieste. E' stato dunque un percorso difficile, ma possiamo ritenerci soddisfatti". Questi periodici appuntamenti - ha aggiunto Fernando Spada - intendono affrontare quelle problematiche che emergono in caso di guerre e calamità e che possono essere risolte attraverso apposite convenzioni. E' opportuno sapere, in sostanza, che esistono delle norme che possono essere applicate in determinate situazioni. Direi che rispetto a qualche anno fa è cambiata la sensibilità della gente e delle Istituzioni. Basti dire che questo convegno, anche e soprattutto grazie all'impegno e alla dedizione degli organizzatori del Comitato di Caravaggio, è ormai diventato un punto di riferimento a livello internazionale". Un contributo di taglio più comportamentale ed etico lo ha dato la professoressa Gabriella Venturini. "Nel mio intervento - ha detto - ho illustrato innanzitutto il Diritto Internazionale Umanitario per quanto riguarda il rispetto dei civili e del personale diplomatico, affrontando poi le problematiche più specifiche. Oggi, abbiamo le quattro Convenzioni di Ginevra ed i due protocolli aggiuntivi che sono un irrinunciabile punto di riferimento. Stiamo parlando di un settore dove c'è un'ampia copertura di norme che pongono in evidenza i diritti del personale diplomatico - in particolare lo status dell'immunità e un'adeguata protezione che ne garantisca l'incolumità - ma pongono anche degli obblighi etici e pratici. Purtroppo infatti, lo svolgimento dei compiti istituzionali e le delicate tematiche che sono chiamati ad affrontare, mettono spesso questo personale in situazioni di grande pericolo. Le situazioni di conflitto degli anni recenti, sono state caratterizzate da numerose violazioni di ambasciate e di aree protette dal Diritto Internazionale. Lo scopo è sempre lo stesso: creare il caos ed ottenere la ribalta internazionale con i media. L'attuale situazione in Iraq ed Afghanistan non sono che la punta dell'iceberg di tutto questo".
Sono state infine registrate le impressioni di Marcello Moro, Assessore Provinciale all'Edilizia per quel che riguarda il territorio orobico, ma al convegno presente nelle vesti di Delegato Tecnico DIU della CRI di Caravaggio. "Questa Giornata di Studio - ha sottolineato - ha voluto sollecitare riflessioni su un tema molto importante e delicato, ovvero il Diritto Internazionale Umanitario che viene applicato in caso di interventi armati, durante le operazioni di mantenimento della pace e comunque in quelle che hanno carattere di solidarietà. Da ormai dieci anni organizziamo questa giornata di studio, che si è sempre caratterizzata nell'affrontare su questi temi, poiché riteniamo ci sia ancora molto da capire a da applicare. Tanto è vero che non sempre ciò che è scritto nelle carte, quindi nelle convenzioni, viene poi rispettato. Con il contributo di relatori di alto profilo, cerchiamo quindi ci comprendere, attraverso questo periodico appuntamento, quali sono le reali problematiche e se è giusta la direzione verso cui stiamo andando.


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