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Del seguente articolo:

Gennaio-Febbraio/2008 -
Padre Mariano Asunis, in Afghanistan da Herat a Farah e alla valle del Gulistan
Veronica Rodorigo

Il Buon Natale del Cappellano al Corpo Militare della CRI, e a S.lla Monica Dialuce Gambino per tutto il Corpo delle Infermiere Volontarie

"Carissima Sorella Monica Dialuce, desidero esprimere a Lei e Consorelle della CRI un augurio ricco di bene e prosperità.
Quest'anno nella messa della mezzanotte in Herat ho ricordato il Natale 2003 a Nassirya, quando le sorelle portavano all'altare le 19
lampade accese in ricordo dei nostri caduti. Ho sentito la vostra mancanza!
Fateci sempre luce care Sorelle... insieme a Maria la Madre di Gesù,
con affetto, P. Mariano Asunis"


Quest'anno i miei, sono auguri del "giorno dopo"...non solo per dire grazie per la valenza augurale del "giorno prima" ma per fare memoria della permanente verità del natale; che non è la festa della utopia o dei valori impossibili; bensì la festa del dono di Dio con noi, il solo capace di darci occhi, mente, cuore e mani per costruire ogni giorno ponti di speranza e di pace, in noi e negli altri. Tutto inizia la sera del 24 dicembre 2007 alle ore 20,00 O.M.L.T. in Camp Stone con la Santa Messa vespertina internazionale; Dio Bambino spalancava le porte della Speranza.
Una Speranza che prende sempre più forma alle ore 22,00 F.S.B. aeroporto e la Santa Messa della notte quando i canti natalizi trasportano i militari in un clima molto famigliare. La "Parola" proclamata risveglia l'Amore presente in ogni uomo e donna di buona volontà. Col saluto finale del Generale Comandante e l'applauso corale, cresceva la certezza che il Bambino Gesù era nato dentro il cuore di ognuno. Ancora in viaggio nel cuore della città di Herat al P.R.T. per celebrare la Santa Messa di mezzanotte. La stanchezza cercava in ogni modo di rilassare le membra del corpo, ma al canto del gloria tutto riprende vita. Il Bambino nella mangiatoia risveglia il sonno della notte e la luce inonda ogni parte buia del corpo facendoci percepire che insieme agli angeli anche noi eravamo e siamo presenti per onorare Emmanuele, Dio con noi, che dona luce alle genti e infonde pace nei cuori.
Ormai la notte è passata, l'alba natalizia di buon mattino ci fa volare in alto con l'elicottero verso Farah e la valle del Gulistan insieme al Generale Macor e al Colonnello Bettini. Un altare costruito al momento dai militari presenti, con l'unico legno sostenuto dalle scatole delle "razioni k" danno vita ad una Basilica speciale: ai piedi dei monti dominati dai Talebani, nasce Gesù, nasce la vita, nasce l'Amore.
Questa chiesa militare che sento e amo più di ogni altra chiesa, ha fatto rinascere in me la bellezza del sacerdozio con la bellezza del Creatore. Come i pastori anche noi ci rimettiamo in viaggio per il rientro nel gelido elicottero che ci riporta ad Herat. Ormai il sole scompare… il buio circonda la "chiesa" dell'aeroporto fatta non di pietre ma di cuore e corpo umano che unisce le voci per lodare Dio nell'ultima Santa Messa di Natale.
Tutto diventa Gioia, si trasforma, si rianima, vive e canta! Buon natale a te militare lontano dalla terra italiana. Alla tua famiglia. È ormai arrivata l'alba di un altro giorno, il primo martire Santo Stefano ci fa gustare il sole nascente e ci invita a contemplare lo splendore e la bellezza del Creatore con un
"Grazie" perenne per la nascita del Salvatore.
Il Vostro Cappellano Militare,
Padre Mariano Asunis o.f.m.


FOTO: Padre Mariano celebra la Santa Messa tra i mezzi blindati a Camp Vianini


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