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Del seguente articolo:

Aprile-Luglio/2018 - Croce Rossa Italiana
Il Presidente della CRI Francesco Rocca in Vaticano con i volontari CRI
Papa Francesco riceve in Vaticano il Presidente della CRI Francesco Rocca con 6mila Volontari nell’Aula Paolo VI
Ugo Rodorigo

“La Croce Rossa Italiana svolge in Italia e nel mondo un servizio insostituibile, contribuendo all’apertura di una nuova mentalità. Siete presenze importanti dove c’è bisogno. Penso alle zone del terremoto o il soccorso ai migranti. La vostra presenza accanto a questi ultimi è un segno profetico necessario al nostro tempo. La missione del volontario richiama la figura evangelica del buon samaritano e nel vostro statuto sono presenti valori santi, quali l’Umanità, la stessa che spinge il samaritano: abbattete, infatti, il cono d’ombra dell’indifferenza e la cultura dello scarto, tanto attuale oggi. Voi attraverso la compassione, invece, attuate una prassi che mette al centro della vita sociale non i soldi, ma le persone”.
Con queste parole Sua Santità Papa Francesco ha voluto salutare i volontari della Croce Rossa Italiana e le delegazioni internazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa durante l’udienza che si è tenuta nell’Aula Paolo VI in Vaticano.
“Altro principio importante del vostro Statuto è quello dell’Imparzialità che ha come conseguenza la Neutralità: voi, infatti, fate parte del partito politico dei più bisognosi”, ha spiegato il Santo Padre.
“Chi guarda gli altri con gli occhiali dell’amicizia e non con le lenti della competizione si fa costruttore di un mondo migliore. Voglio chiudere - ha concluso Papa Francesco - ricordando i vostri volontari, i vostri martiri, che hanno donato la propria vita soccorrendo i più vulnerabili”.
Sono stati più di 6mila i volontari di Croce Rossa Italiana che, guidati dal Presidente nazionale e neo-eletto Presidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, Francesco Rocca, sono stati ricevuti da Papa Francesco. All’udienza erano pure presenti i massimi vertici delle Società Nazionali di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, tra cui i Presidenti della Mezzaluna Rossa Siriana, Palestinese, Iraniana e del Bangladesh e quelli della Croce Rossa di Argentina, Venezuela, Cina, Haiti, Antigua e Barbuda, Zimbabwe.
“L'estensione della sofferenza umana nel mondo di oggi non ha precedenti. Ma troviamo sempre ispirazione nei suoi messaggi, Santo Padre. Per noi non esistono crisi dimenticate o posti remoti. Per le donne e gli uomini della Croce Rossa, l’umanità è il principio guida che diventa realtà nelle zone di conflitto, sulle navi di ricerca e soccorso nel mar Mediterraneo, nel Centro Italia subito dopo le scosse di terremoto, tutti i giorni con gli anziani, i bambini, i senza fissa dimora, i più deboli, tutti quelli che rischierebbero di diventare invisibili. Accogliere, proteggere la dignità di ogni essere umano, promuovere l’integrazione sono per noi priorità, che tante volte abbiamo ascoltato anche nei suoi appelli recenti.
Oggi più che mai c’è bisogno di una azione comune a livello internazionale perché nessuno venga più dimenticato: non si può rimanere in silenzio davanti alle stragi in mare, ai massacri di civili, alle bombe e alle pallottole che hanno messo nel centro del mirino anche i nostri volontari e le strutture sanitarie”.
Durante l’udienza, il Presidente Rocca ha anche ricordato l’enorme tributo di sangue dei volontari della Mezzaluna Rossa in Siria: “Dall’inizio del terribile conflitto, 73 nostri volontari, 65 siriani e 8 palestinesi, hanno perso la vita mentre portavano aiuto e assistenza in ogni angolo della Siria, guidati dai principi di neutralità e imparzialità”.
Umanità, imparzialità e neutralità. Sono i principi che guidano l’opera della Croce Rossa Italiana, che, insieme con il movimento internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, “costituisce una rete internazionale necessaria a coordinare e globalizzare i soccorsi”.
Con queste parole Papa Francesco accoglie i membri dell’Associazione in aula Paolo VI, evidenziando le similitudini del loro operato con quello del Buon Samaritano. Chinarsi, in modo “amorevole e disinteressato”, su quanti sono in difficoltà, siano vittime di calamità o migranti, vuol dire costruire un mondo più vivibile, aprendo le proprie braccia a quanti invece la “cultura dello scarto” getta nel “cono d’ombra dell’indifferenza”.
“La cultura dello scarto è una cultura anonima, senza legami e senza volti. Essa si prende cura solo di alcuni, escludendo tanti altri. Affermare il principio di umanità significa allora farsi promotori di una mentalità radicata nel valore di ogni essere umano, e di una prassi che metta al centro della vita sociale non gli interessi economici, ma la cura delle persone”.


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