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Del seguente articolo:

Aprile-Luglio/2018 - Editoriale
Il Presidente della Repubblica Mattarella depone la Corona nel quarantennale della strage in via Fani e il Capo della Polizia Franco Gabrielli definisce le interviste dei brigatisti in tv: “un oltraggio per tutti noi”
Andrea Nemiz

Il Capo della Polizia Franco Gabrielli, dopo la deposizione della lapide in via Fani il 16 marzo scorso, nel quarantennale dell’eccidio della scorta dei cinque uomini che stavano accompagnando il Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro dalla sua abitazione a Monte Mario fino alla Camera, parlando a braccio davanti ai familiari delle vittime che furono trucidate in quell’angolo di strada, riferendosi agli schermi delle tv, ha detto:
“Oggi noi stiamo subendo una sorta di perversione: paradossalmente si confondono i ruoli, si confondono le posizioni. In questi giorni in cui si sta rievocando nel quarantennale la memoria di quei giorni, di quei momenti, abbiamo subito l’oltraggio di vedere dei sottopancia nei quali si riporta ‘dirigente della colonna romana delle brigate rosse’. Io credo che le parole debbano avere un peso e un significato e oggi noi dobbiamo ricordare chi stava da una parte, chi stava dall’altra. Chi stava dalla parte giusta e ha perduto la vita e la ha perduta nel nome di quegli ideali e di quei valori che questi delinquenti immaginavano di poter e di dover sovvertire. Io credo che mai come in queste vicende un linguaggio di verità e di chiarezza debba essere fatto.
Questi signori, queste signore, erano delinquenti due volte perché non solo uccidevano, non solo rapinavano, non solo privavano gli affetti di mogli, di figli, di padri, di madri ma, cercavano in una logica di morte, di sovvertire le Istituzioni democratiche del Paese.
Quelle Istituzioni che nella Resistenza, e grazie alla Resistenza in questo Paese, avevano potuto in qualche modo avere e questi signori pensavano che in nome di quella Resistenza che dovevano sovvertire e ora oggi noi con forza dobbiamo ricordare questi colleghi che mi fa piacere, anche in una sorta di ideale comunanza tra colleghi dell’Arma e colleghi della Polizia di Stato, le due Forze di Polizia che in questo Paese hanno pagato il tributo di sangue più grande nella lotta al terrorismo come nella lotta alla criminalità organizzata, loro stavano dalla parte giusta e gli altri stavano dalla parte sbagliata; oggi riproporli in asettici studi televisivi come se stessero discettando della quintessenza della verità rivelata , credo che sia un oltraggio per tutti noi, ma soprattutto per chi ha dato la vita, ha dato il sangue per questo Paese.”


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