home
sommario
noi
pubblicità
abbonamenti
mailinglist
archivio
utilità
lavora con noi
contatti
Logo Associazione Nazionale Volontari per la Protezione Civile
Patrocinio
Prociv - Arci
Associazione Nazionale Volontari per la Protezione Civile
RIVISTA

Del seguente articolo:

Giugno-Agosto/2017 - Articoli vari
La scure dei tagli colpisce anche le Forze dell'ordine
Carabinieri, Polizia, Finanza, Forestale e Penitenziari, sempre più colpiti dalla carenza di risorse, una realtà che impoverisce e umilia le Forze dell’Ordine
Giulia Nemiz Gregory

Un solo termine apparentemente assurdo, forse anche poco opportuno per donne e uomini che da sempre, nella scarsezza dei loro mezzi, mettono in gioco anche la vita nella lotta alla criminalità. Osando una certamente discutibile, ma efficace similitudine, sembra che siamo al punto che la criminalità possa gioire per questa impari lotta quotidiana da parte di chi, h24, lavora per la nostra sicurezza.
di Giulia Nemiz Gregory
La semplificazione cosiddetta “selvaggia” delle Forze dell’Ordine, (così era stata definita dai sindacati già nel 2015), da tempo aveva previsto ciò che oggi sta avvenendo concretamente con la riforma della Pubblica Amministrazione: individuati gli ambiti di intervento, nonché le funzioni e la dislocazione sul territorio dei diversi Corpi, si privilegerà l’impiego della Polizia nei grandi centri mentre i Carabinieri saranno più forti sul territorio. La Guardia di Finanza assicurerà con i propri mezzi navali il supporto in mare a Polizia, Carabinieri e Polizia penitenziaria.
La riforma Madia sulle forze dell'ordine inciderà quindi non poco sulla vita quotidiana degli italiani, ridisegnando la presenza sul territorio di poliziotti e carabinieri. La mappa della sicurezza cambierà profondamente. E, secondo quanto scrive il sindacato della Guardia forestale, soppressa, cambierà in peggio.
Da quest’anno sarà quindi in atto una diminuzione da 5 a 4 dei corpi di polizia con l’eliminazione delle duplicazioni di funzioni e la gestione associata dei servizi comuni.
Entrando in qualche particolare della riforma, l’iter ‘semplificativo’ si snoda sulla base di quanto previsto dal decreto sulle forze di polizia attuativo dell’art. 8 della legge delega di riforma della pubblica amministrazione, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri nel gennaio 2016. Tale decreto è stato poi approvato poi in via definitiva sempre dal Consiglio dei ministri nel luglio 2016, tenendo ovviamente nel debito conto delle indicazioni dei pareri parlamentari, del Consiglio di Stato e della Conferenza unificata.
.I cinque i corpi di polizia in Italia, ciascuno con le proprie competenze e dipendente da un diverso Ministero, erano nati nel diciannovesimo secolo (alcuni addirittura in epoca pre-risorgimentale) e si sono via via consolidati ed evoluti nel tempo. Questi corpi di pubblica sicurezza pesavano sulle alle casse dello Stato per un costo complessivo di circa 20 miliardi di euro.
Cambiando così l’intera organizzazione delle forze dell’ordine, in totale, ne saranno interessati più di 310mila dipendenti tra poliziotti ordinari e penitenziari, carabinieri, finanzieri e forestali.
Cifre che, comunque ancora oggi fanno dell’Italia uno dei Paesi con il più alto numero degli appartenenti a questi Corpi in rapporto alla popolazione in Europa.
I Carabinieri nella storia d’Italia
L’Arma dei Carabinieri nacque nel 1814 per volontà di Vittorio Emanuele I di Savoia e si collocava all’interno del Ministero della Difesa. Fino al 2000 era parte integrante dell’Esercito, poi è stata elevata al rango di forza armata autonoma.
Il corpo svolge essenzialmente due funzioni: quella di forza armata (per la quale dipende dalla Difesa) e quella di pubblica sicurezza (per cui invece dipende dal Ministero dell’Interno). In quest’ultimo ambito, però, è comunque subordinato alla Polizia di Stato (che è la forza a cui pertiene in prima battuta l’ordine pubblico).
Rispetto ai colleghi poliziotti, i carabinieri saranno più presenti nei piccoli centri e nelle località rurali, avendo anche la funzione di rappresentare il segno della presenza dello Stato sul territorio. In totale, l’Arma dei Carabinieri conta oltre 100 mila dipendenti, divisi in vari gradi, dal comandante generale fino al semplice allievo, passando per ufficiali, marescialli, brigadieri ed appuntati. Il bilancio annuale del corpo ammonta a circa 5,6 miliardi di euro (tagliato di oltre 100 milioni nel 2013), di cui 3,8 miliardi per le spese del personale.
I Carabinieri oggi
I carabinieri manterranno tutti i loro corpi speciali come il Noe (Nucleo operativo ecologico), che assorbirà parte del personale del Corpo forestale, e i Nas (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità). Sul territorio avranno competenza fuori dalle città, nelle aree extraurbane. Verrà inoltre ridotta la capillarità (pattugliamenti, compagnie, presenze).
La Polizia di Stato
Il corpo nazionale della Polizia è attivo dal 1848. Nel 1981 è stato “smilitarizzato” ed è diventato una struttura civile che fa riferimento al Ministero dell’interno – Dipartimento di pubblica sicurezza. Si occupa della sicurezza nazionale e vigila sul mantenimento dell’ordine pubblico. I suoi compiti vanno dalla prevenzione dei crimini al pattugliamento delle strade.
Dalle statistiche del 2014 la Polizia di Stato è composta da oltre 100.000 unità, di cui 930 dirigenti, 1.980 commissari, 1.300 vice-commissari e questori, 23.600 ispettori, 20.000 sovrintendenti e 59.600 agenti.
Secondo il bilancio di previsione di quell’anno del Dipartimento della pubblica sicurezza, la Polizia di Stato costava al nostro Paese 7,8 miliardi di euro, di cui più del 90% è destinato al suo funzionamento.
La Polizia di Stato (da distinguere dalle forze locali come la Provinciale e le Municipali (che dipendono direttamente dai loro Enti sul territorio) fa riferimento al Dipartimento di pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno.
La Polizia manterrà le proprie specialità: Stradale, Ferroviaria, Postale, Immigrazione/Frontiera. La competenza sarà nel territorio urbano. Il corpo perderà 42 squadre nautiche, con la competenza sul mare che rimane di esclusiva pertinenza della Guardia di Finanza. La razionalizzazione di sedi e strutture dovrebbe portare a circa 40 milioni di euro di risparmi, ai quali se ne dovrebbero sommare altri 26 dalla spesa unica dei servizi a carico di ogni struttura, dalla mensa alle lavanderie.
La Guardia di Finanza
La Guardia di Finanza è attiva ufficialmente dal 1881 e dipende dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ha il compito di prevenire, ricercare e denunciare il mancato rispetto delle regole dell’economia e della finanza. Ma ha anche il compito di mantenere l’ordine e la sicurezza pubblica e di difendere le frontiere.
La sua funzione consiste essenzialmente nella prevenzione, ricerca e denuncia delle violazioni finanziarie: i principali obiettivi a cui si dedica sono la lotta all’evasione fiscale e all’economia sommersa; il contrasto al gioco d’azzardo, alla contraffazione dei marchi e alla pirateria; ma anche controlli sulla spesa pubblica e sui prezzi del consumo.
Per farlo, può contare su un personale di circa 60.000 unità (stando all’ultimo rapporto del 2013). La composizione delìCorpo è di circa 3.000 ufficiali, 23.600 ispettori, 13.500 sovrintendenti e 27.800 fra appuntati e semplici finanzieri. Oltre alle risorse umane, la Gdf annovera anche un nutrito parco mezzi: oltre 10mila unità, fra auto e motoveicoli (8.500 circa) ma pure blindati e mezzi pesanti. Il tutto costa allo Stato circa 3,8 miliardi di euro l’anno (a tanto ammontava il bilancio preventivo per il 2014), di cui l’85% per il mantenimento del personale (circa 3,2 miliardi l’anno)
Il Corpo Forestale dello Stato
Il Corpo Forestale, costituito nel 1822, era la quinta e più piccola forza di polizia dello Stato e faceva capo al Ministero delle Politiche agricole.
La sua funzione originaria era quella di salvaguardare le aree boschive del Paese ma, con il tempo ha ampliato le sue competenze in attività sempre più impegnate nella difesa dell’ambiente, del territorio, del patrimonio paesaggistico, faunistico e floreale, nonché di controllo sulle produzioni agro-alimentari. Di esclusiva responsabilità del Corpo sono anche i 20 parchi nazionali e le 130 aree protette istituite nel Paese.
Complessivamente, i forestali su tutto il territorio italiano, nelle statistiche del 2014 erano 7.615, di cui 701 nel Lazio, la regione che ne impiega di più. Il costo totale stimato per quell’anno era di 496 milioni di euro: il 90% circa del bilancio è destinato al pagamento delle spese del personale.
Oggi viene il punto più "doloroso" della riforma Madia: la Guardia forestale scomparirà e verrà smembrata e assorbita in gran parte nell’Arma dei Carabinieri, per evitare doppioni e concorrenze.
Con l’assorbimento nell’Arma del Corpo Forestale dello Stato, saranno trasferite anche le loro funzioni ad eccezione delle forze e competenze in tema di antincendio che andranno in blocco ai vigili del fuoco. Con l’assorbimento del Corpo forestale dello Stato nei carabinieri si darà vita alla più grande forza agroalimentare d’Europa.
I forestali che non vorranno essere militarizzati potranno chiedere di andare nella Guardia di Finanza o nella Polizia di Stato oppure dovranno optare per altre amministrazioni. Si realizzerà inoltre il numero unico di emergenza europeo 112 su tutto il territorio nazionale.
La Polizia penitenziaria
Per questo Corpo lo Stato spende 2,3 miliardi di euro all’anno di cui il 70% per l’amministrazione penitenziaria (dal bilancio di previsione 2014).
La Polizia penitenziaria, nata nel 1817, dipende dal Ministero della Giustizia, e ottempera sostanzialmente le stesse mansioni della Polizia di Stato, relativamente però alle persone sottoposte a provvedimenti di restrizione o limitazione della libertà personale. Il corpo deve cioè garantire l’applicazione delle misure restrittive e l’ordine pubblico e la sicurezza all’interno degli istituti penitenziari. In un ultimo censimento del 2014, l’organico era di 38.884 unità, di cui 35.100 uomini e 3.784 donne. Per loro lo Stato spende il 70% dell’intero budget per questa amministrazione. Mancano però all’appello 7mila agenti rispetto al fabbisogno stimato; secondo i parametri fissati dalla legge n.117/2014, l’organico previsto per far funzionare i 207 penitenziari del Paese dovrebbe essere di 45.325 unità


<<precedente sommario successivo>>
 
<< indietro
ricerca articoli
accesso utente
login

password

LOGIN>>

Se vuoi
accedere a tutti
gli articoli completi
REGISTRATI

Scrivi il tuo libro: Noi ti pubblichiamo!

Le parole di una vita

Cittadino Lex

gg