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Del seguente articolo:

Luglio-Ottobre/2019 - Articoli vari
Dossier - Non si tratta di problemi umanitari ma semplicemente di “Diritti”
“Pari diritti per tutti” la Sindrome Down
Ugo Rodorigo

L’organizzazione umanitaria “CoorDown”, in occasione del “World Down Syndrome Day” ha lanciato la campagna ‘Reason To Celebrate’ per diffondere un video nel quale quattro ragazzi e ragazze con la sindrome spiegano perché, in questa ricorrenza, ormai di valore mondiale – c’è ben poco da festeggiare.

“Reason To Celebrate”, la Campagna di sensibilizzazione internazionale che è stata lanciata dalla “CoorDown Onlus” (Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down), è Martina Fuga. Lei stessa spiega l’importanza di un’iniziativa così bella, giusta, inclusiva, che non può che essere appoggiata con il meritato entusiasmo.
L’avvio è avvenuto già da alcuni anni fa, esattamente dal 2012, ma quest’anno la Onlus 'CoorDown' ha realizzato un altro video dal forte impatto che ha come protagonisti ragazzi con la sindrome di Down. Il progetto è stato messo a punto anche quest’anno per denunciare quanto ancora ci sia da fare per centrare gli obiettivi di pieno rispetto dei diritti e uguale accesso alle opportunità per tutte le persone con la sindrome di cui si parla.
“Bisogna riabilitare il concetto di ‘diversità’: siamo tutti diversi, quella che va riscattata è l’unicità. E’ il mondo che deve accogliere tutti al di là delle caratteristiche, è il contesto sociale che deve fare spazio”.

L’intervento di Marta Sodano alle Nazioni Unite

Nel filmato quattro ragazzi e ragazze con questa malattia, provenienti da Gran Bretagna, Albania, Svizzera e Italia,si pone l’accento sulla circostanza che la vita ordinaria vissuta dalla maggioranza della popolazione sia certo un traguardo possibile ma, purtroppo, ancora raggiungibile solo da poche persone con la sindrome. A partire dall’istruzione al lavoro, dallo sport al contesto sentimentale, non tutti hanno la totale possibilità di avere giusti supporti, a causa di pregiudizi sociali, supporti inadeguati, basse aspettative.
Quest’anno l’Associazione ‘CoorDown’ è stata rappresentata al Quartier generale delle Nazioni Unite di New York da Marta Sodano, una ragazza 25enne con la sindrome di Down, che è intervenuta come portavoce
in occasione della conferenza mondiale “Leave no one behind in education” organizzata
in occasione del World Down Syndrome Day. Marta è testimone della sua storia e della
sua esperienza educativa, segnata da difficoltà nell’inclusione sociale e in quella lavorativa.
La campagna video, dal titolo ‘Leave no one behind’ (disponibile sia su Youtube che Facebook), inizia elencando le tre giornate istituite dalle Nazioni Unite, (che si celebrano il 21 marzo), e sono le seguenti: “La giornata mondiale della Poesia”, quella “Internazionale del Nowruz”, che celebra l’inizio della primavera, e la “Giornata internazionale delle Foreste”.
“Marta non va mitizzata, non è una supergirl, un’icona”, puntualizza Martina a proposito di questa giovane donna che adesso lavora in un’azienda grazie a una possibilità che, piuttosto che essere considerata un’eccezione, la si deve osservare come preziosa rarità. “ma questa opportunità dovrebbe essere estesa a tutte le persone con sindrome di Down.
(Leggi l'articolo intero, abbonati su DossierSicurezza)


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